registrava alle ore 10 i 3 centimetri sotto lo zero idrometrico, con un trend in costante discesa di circa due centimetri al giorno. Del resto in entrata dai vari affluenti del Verbano, fiumi, torrenti e riali entrano circa 128 metri cubi d’acqua mentre in uscita dallo sbarramento della Miorina, posto a Golasecca escono circa 194 metri cubi, con un deficit idrico di 66 metri cubi d’acqua al secondo. La discesa verso la magra è iniziata sin dal 6 luglio scorso con i temporali che l’hanno solo rallentata, proprio a causa della scarsità delle precipitazioni che si sono registrate sull’intero bacino. Per il momento siamo ancora a diversi centimetri sopra la prima soglia di divieto di imbarco dei mezzi pesanti sui traghetti che collegano Laveno a Intra, soglia che potrebbe essere raggiunta proprio con l’inizio della ripresa del lavoro dopo le ferie estive. Mentre per i traghetti le limitazioni scattano a causa della forte inclinazione che si viene a creare fra gli attracchi di Intra e Laveno e il pontile di imbarco dei traghetti, per gli aliscafi, la limitazione è scattata a causa del basso pescaggio agli attracchi rivieraschi, visto il particolare pescaggio che questi natanti denunciano con la presenza dei noti alettoni a comando idraulico, che permettono loro in navigazione di alzarsi sulla superficie del lago acquistando maggiore velocità di spostamento. Una volta all’attracco questi si immergono per diversi metri ed hanno bisogno quindi di un certo “pescaggio”. Negli ultimi giorni le acque del Lago Maggiore sono calate tre centimetri al giorno: un dato che se rapportato alla quantità d’acqua sparita dal bacino rende l’idea della criticità visto che ogni centimetro di livello perso rappresenta infatti circa 2 milioni di metri cubi d’acqua, in media quindi «spariscono» dal lago circa 6 milioni di litri d’acqua al giorno. Un poco per la naturale evaporazione catalizzata dalle temperature elevate, ed anche perché il Verbano è una riserva idrica per attività agricole e industriali. Da venerdì il deflusso, che viene regolato allo sbarramento della Miorina ha ridotto a due centimetri circa il deflusso, ma bisogna tenere conto della magra dei fiumi a valle e del fabbisogno idrico delle centrali idroelettriche sparse lungo i canali a valle del Ticino. La situazione è simile a quella dello scorso anno, che aveva portato a una magra molto significativa nel mese di settembre.  Si è però ancora molto lontani dal record per il periodo che risale al 1976, quando all’inizio di agosto il Maggiore scese di 51,5 centimetri al di sotto dello zero idrometrico. Gli unici a guadagnare di questa situazione sono i vacanzieri, che si ritrovano le spiagge più ampie in questo periodo estivo. Nelle località balneari si chiudono invece i trampolini per evitare qualche sgradito incidente. Il lago Maggiore è regolato e viene usato come riserva d'acqua c'è pertanto una fascia di regolazione, rispetto allo 0 idrometrico, che è circa 192.7. In estate questo livello può variare da -50 cm fino a + 1.25 metri. Il livello idrometrico del fiume Po al Ponte della Becca, alla confluenza col Ticino in provincia di Pavia, è sceso ben oltre tre metri sotto lo zero idrometrico ma in calo sono anche i grandi laghi dal Garda al Como.