LAVENO MOMBELLO - 09.12.2014 - Si fanno sentire in questi giorni, le lamentele e le proteste per il taglio di ben 8 corse ferroviarie passeggeri sulla linea Laveno-Novara. Il taglio, effettuato durante le festività natalizie e di fine anno da parte di Trenitalia, era coinciso con la pausa, ma ora con la ripresa del lavoro e delle scuole i disagi sono evidenti. I convogli soppressi e che pesano maggiormente di più per orario sono sei: Laveno Mombello per Novara alle 5,38, alle 6,30 e (da Sesto Calende) alle 14,26. E inoltre da Novara per Laveno Mombello ore 13,34, - 17,17 e 18,12. Treni per il trasporto passeggeri, lungo la storica linea ferroviaria Laveno Mombello-Sesto Calende-Novara: oltretutto si è parlato di una cancellazione avvenuta senza alcun preavviso, o perlomeno senza una adeguata pubblicizzazione visto anche l’importanza del tracciato. Questo mentre Trenitalia assicura che una comunicazione in merito a questa soppressione era stata fatta ad inizio dicembre, comunicazione che a quanto sembra non sarebbe stata invece «recepita».

A piedi sono cosi rimasti i lavoratori pendolari e gli studenti, che lamentano come non vi sia stato neppure l’attivazione di un servizio sostitutivo su gomma (da Laveno per Novara bisogna ora andare sino a Gallarate e da qui prendere la linea verso Novara). Le proteste giungono così da parte degli utenti che da Laveno Mombello, ma anche da Luino usufruivano di questo servizio che collegava a Sesto Calende, Oleggio e Novara, cuore di una direttrice destinata a crescere di importanza - soprattutto per le merci - col nuovo traforo del Gottardo. Per questo le proteste giungono anche dal Novarese. Si tratta di una strada ferrata di complessivi 68 chilometri di linea che scorre fra il territorio varesino e quello della provincia di Novara, che registra la presenza di 15 stazioni. Quattro le corse cancellate in un senso e quattro in senso opposto. Senza treni passeggeri sono cosi rimasti i viaggiatori che utilizzavano le stazioni varesine di Laveno Mombello, Leggiuno, Ispra Taino-Angera e Sesto Calende, oltre a quelli che utilizzavano le stazioni di Castelletto Ticino, Porto di Varallo Pombia, Pombia, Oleggio, Bellinzago e Vignale in territorio novarese. I lavoratori pendolari e gli studenti si sono rivolti ai sindaci dei vari paesi interessati dalle stazioni, dopo che hanno detto di essere stati tutti colti di sorpresa da questo taglio. Alcuni sindaci hanno già fatto sapere di non aver visto nessuna comunicazione da parte di Trenitalia, in merito a questa soppressione che crea gravi disagi. E per questo annunciano una presa di posizione, che vedrà la sottoscrizione di un documento di protesta congiunto da inviare a Trenitalia. (C.P.)