A seguire un rinfresco per tutti sul sagrato della Chiesa. Da sottolineare, è in particolare l’utilizzo della Chiesa "nuova" che, dopo essere stata messa in sicurezza e riaperta quest’estate, diventerà il riferimento per alcune celebrazioni comunitarie. Una chiusura, quella della Chiesa "nuova" , durata circa un anno e chiusa al culto a causa di infiltrazioni di acqua piovana che ne hanno lesionato alcune travature interne e delle pareti. La chiesa "nuova", un poco il simbolo lavenese che si affaccia sul golfo, o più propriamente "Chiesa di Sant'Ambrogio", venne edificata tra il 1933 e il 1940 su pianta a croce greca. L'edificio si raggiunge attraverso una scalinata in ciottolato, o attraverso la via San Fermo, ed offre una stupenda balconata sulla cittadina lacustre. La caratteristica principale è la pianta a croce greca sovrastata da una gigantesca cupola. Fu costruita su progetto dell'architetto Paolo Mezzanotte e consacrata dal cardinale Ildefonso Schuster, il 6 giugno 1940. L'edificio, oggi riaperto al pubblico, ospita stupendi affreschi di Innocente Salvini (1961), le sculture esterne in cotto sono invece di Egidio Casarotti (1962). Venne realizzata a seguito della necessità di maggiori spazi, dopo che l'attuale e sottostante "chiesa vecchia", con il suo classico campanile, venne giudicata insufficiente e disagevole per la comunità locale, affacciandosi pericolosamente sulla SP 69. Don Carlo, succede a don Bruno Meani, il sacerdote che ha lasciato Laveno Mombello per un incarico ancor più impegnativo nella Parrocchia centrale di Cologno Monzese. Con don Bruno ha lasciato la comunità lavenese anche don Franco Parmigiani, il vicario parrocchiale divenuto il cappellano delle Suore di Carità della Santa Croce a Besozzo (presso il Rosetum). Don Carlo Manfredi è quindi il nuovo parroco e proviene da Gallarate (Parrocchia Madonna in Campagna) mentre don Graziano Mastroleo, è il nuovo vicario parrocchiale e proviene dalla Parrocchia di Villa Cortese. (C.P.)