LAVENO MOMBELLO - 28.08.2018 - Rispondendo ad una precisa richiesta del Ministero, anche il comune di Laveno Mombello, ha chiesto alla Provincia un preciso monitoraggio, in merito allo stato di conservazione dell’infrastruttura che riguarda il vecchio e storico, cavalcavia lavenese. Lo stesso sindaco Ercole Ielmini, già sin dagli anni 90 si era interessato della struttura, allora di pertinenza dell’Anas quale SS-394 del Verbano. Oggi è lo stesso Ielmini intervire in seguito dei tragici fatti di cronaca relativi al crollo del viadotto autostradale di Genova del 14 agosto. Ielmini in questa occasione ha ribadito alla Provincia di Varese, oltre ad un controllo sul cavalcavia, la necessità di rivedere la viabilità del centro e della zona fronte lago di Laveno. Questo, tenendo conto della prossima realizzazione del sottopasso e delle opere complementari che potranno permettere di abbandonare definitivamente l’utilizzo da parte delle auto del cavalcavia Boesio, opere che “viaggiano”, al contrario di Alp – Transit, con un ritardo di un anno. Si tratta di un cavalcavia progettato e costruito negli anni venti per il transito di un trenino a vapore che collegava la Ceramica Lago, alle ceramiche Ponte e Boesio.

La costruzione del cavalcavia serviva alle ceramiche per eliminare la strozzatura determinata dalla linea ferroviaria delle Nord Milano e permettere, mediante un trenino (la decauville), di collegare gli stabilimenti Boesio e Ponte. Poi le ceramiche passarono mano della struttura al Comune e da questi all’Anas. Fu proprio nel periodo in cui venne gestito dall’Anas che l’ente decise di alleggerire l’infrastruttura rifacendo il fondo stradale per aumentarne la portata, con il sindaco Ielmini che chiedeva l’ampliamento dei marciapiedi, con la posa del parapetto all’esterno al fine di favorire il transito dei pedoni e dei disabili o dei bambini con le carrozzelle, ma fu una richiesta che cadde nel vuoto e ancora oggi se ne paga le conseguenze con pedoni e carrozzelle a rischio, costretti a stringersi contro il parapetto soprattutto con il transito dei pullman e dei mezzi pesanti, malgrado il divieto di transito sopra le 8 tonnellate, vista anche la vetustà della struttura, con un limite di velocità, poco rispettato come quello della portata, dei 30 chilometri orari. Furono posizionate delle reti a protezione per la caduta di sassolini ed altro “schizzati” dalle ruote dei mezzi in transito, verso le vie sottostanti, che fra l’altro ancora oggi ospitano il mercato settimanale, con relativi rischi. Poi con la scelta dell’Anas di abbandonare la 394 del Verbano (tratto Germignaga Laveno –Sesto Calende, causa calibro troppo stretto e ricco di strozzature, oltre che compresso fra lago e ferrovia, la strada passo di competenza della Provincia divenendo la SP 69. Da qui la richiesta di Ielmini alla Provincia. L’intenzione del comune è quella di abbatterlo, ma ovviamente prima bisogna risolvere il nodo della viabilità, sia per un futuro arrivo della SP 1 (ormai poco probabile in tempi brevi) e poi della costruzione del sottopasso. Da notare che sotto il cavalcavia lato verso Cerro, negli anni sono state costruite strutture, le cui mura alla fine sembra sorreggano anche lo stesso cavalcavia e in cui trovano spazio i magazzini della Pro loco, del Presepio sommerso, dello Sci Club Cuvignone e in gran parte della struttura e servizi del Tennis comunale.